Chi si divertiva di più? Gli anni ’80/’90 o i 2000?

Non c’è dubbio che la realtà aumentata proposta dalla App Pokemon Go stimoli curiosità e dipendenza da parte degli adolescenti e dei più grandi – leggi ultratrentenni – che, un tempo, una cosa così la sognavano la notte. Perché, inutile negarlo, nei desideri/deliri reconditi di ogni ragazzino che ha scoperto i videogiochi sprecando pomeriggi a giocare a Quake o Doom c’è sempre stata la speranza, un giorno, di vivere quelle avventure in un mondo digitalizzato. Una realtà aumentata, appunto.

Certo, l’appeal offerto dai teneri e simpatici pupazzi di Pokemon Go non è lo stesso dei mostri sanguinolenti/sanguinari dei sopracitati videogame, ma immaginate l’inferenza: se questi duemila rischiano di farsi investire dalle auto in movimento (ed in America una ragazza si è fatta investire sul serio!) per prendere bonus e sfere, non ci vuole molto ad immaginarli armati di accetta o motosega o fucile a canne mozze ed inseguire il malcapitato di turno solo per accumulare punteggio e superare il livello. Oddio, l’ho scritto! Qualcuno ora comincerà a pensarci sul serio, se non ci ha già pensato…QuintoPost

Scherzi a parte, mi torna in mente il vecchio gioco del Nascondino, la versione 1.0 della realtà aumentata dei videogames odierni, quei giochi che si facevano con persone e luoghi reali. Cosa cambia tra il Nascondino e Pokemon Go? Riecheggiano ancora nella testa le urla delle madri quando si faceva ora di cena e tu eri nascosto così bene che preferivi beccarti un cazziatone piuttosto che rivelare la tua posizione. Eppure, si diceva che era pericoloso. Che, per trovare posti sempre più complicati, alcuni ragazzini ci avevano lasciato la pelle.

Leggi: leggende metropolitane.

Quello che si era infilato sotto un’auto e l’auto era partita. Quello che era caduto da un albero rompendosi l’osso del collo. Quello che si era perso nel bosco.

Col senno di poi, anche il Nascondino aveva i ruoi rischi. Brrrr…

Eppure, la sera si tornava a casa soddisfatti. Si tornava a casa insieme, con persone reali, felici di aver rischiato e vinto/perso insieme. Forse, al di là di ogni retorica, questa è la vera assenza delle generazioni odierne. La personalizzazione esasperata, meglio un maledetto Pokemon digitalizzato che un amico rompiscatole ma reale.

A parità di rischi, forse meglio il Nascondino. Ma è solo un parere nostalgico.