Pessimi sequel

Nonostante qualche imprecisione e difetto, la prima serie dell’Uomo Tigre è indubbiamente diventata un cult dei cartoni animati. La stessa cosa, invece, non si può dire per il sequel, realizzato in Giappone nel 1981. La storia riparte 9 anni dopo le avventure di Naoto e, stavolta, a raccogliere la sua pesante eredità è Tatsuo Aku, orfano cresciuto nel mito di Date. Nonostante disegni maggiormente accurati, il prosieguo di Tiger Man, formato da 33 episodi, non ha avuto né il fascino, né il successo dell’originale. Ma il peggio deve ancora venire.

Quest’anno, infatti, la Toei Animation ha realizzato un nuovissimo sequel, Tiger Mask W che, stando alle primissime anticipazioni e puntate trasmesse online, si preannuncia ancora peggiore dell’Uomo Tigre II. Questa volta la storia si sdoppia con ben due eroi, due amici divisi da Tana delle Tigri, che sono disposti a combatterla e a sconfiggerla sia dall’interno che dall’esterno: insomma, una trama un po’ “machiavellica” destinata a segnare ancora una volta il passo rispetto alle vicende di Naoto.

Ancora peggio è stato fatto al cinema, con il film del 2013 “Tiger Mask”. Qui L’Uomo Tigre è a dir poco irriconoscibile, poiché indossa un’improbabile armatura che lo fa assomigliare più a un Power Ranger che al mitico lottatore mascherato degli Anni ’80.

Il nuovo Tiger Mask W.
Il nuovo Tiger Mask W.