Ciro Esposito in 'Io speriamo che me la cavo'.

Raffaele Aiello è uno dei personaggi del film del 1992: ecco com’è oggi l’attore Ciro Esposito.

Negli Anni ’90 fece scalpore il libro “Io Speriamo che me la cavo” di Marcello D’Orta che, pubblicando una serie di temi di suoi alunni, portò alla luce la realtà difficile in cui versavano i bambini di Arzano, in provincia di Napoli. Il successo del testo fu tale da spingere Lina Wertmuller a trarne un film (dal titolo omonimo) che aveva come principale protagonista un ottimo Paolo Villaggio.

Attorno al grande attore ligure vi erano diversi bambini che interpretavano i giovani scolari del maestro Marco Tullio Sperelli, ognuno dei quali aveva una storia complessa alle spalle. Tra questi, il più difficile era certamente Raffaele Aiello, un bambino già sulla strada della malavita che non aveva alcuna voglia di andare e scuola e, soprattutto, con fare delinquenziale, sfidava apertamente l’insegnante. Tuttavia, nel finale del film, in una scena toccante, si assiste ad un bel gesto del ragazzino nei confronto del maestro Sperelli.

Il personaggio di Raffaele Aiello è stato uno dei più importanti di “Io Speriamo che me la cavo”, grazie anche alla bella interpretazione di un giovanissimo Ciro Esposito (all’epoca 11enne). Dopo questo film, infatti, la carriera dell’attore ha letteralmente spiccato il volo. Ripercorriamone le fasi salienti e, soprattutto, scopriamo com’è cambiato negli anni l’artista classe ’81.

Raffaele Aiello di 'Io speriamo che me la cavo'.
Raffaele Aiello di ‘Io speriamo che me la cavo’.