Per le teenager degli anni ’90 Sailor Moon è una vera e propria icona.

Sailor Moon non è stata la prima guerriera Sailor a nascere dalla fantasia di Naoko Takeuchi. L’autrice, infatti, ebbe inizialmente un notevole successo grazie a Sailor V e, in particolare, al comic Codename Sailor V, dove l’eroina combatteva contro le forze del male completamente da sola, affiancata solo dal suo gatto bianco (con l’immancabile luna disegnata sulla fronte) Artemis.

Con l’avvento di Sailor Moon, però, Sailor V diventò la mera comprimaria delle avventure della Takeuchi che noi tutti conosciamo come Sailor Venus. Naoko Takeuchi si è ispirata a tantissime eroine già esistenti, e non solo giapponesi, per disegnare le sue guerriere Sailor. Sailor V, ad esempio, è davvero molto simile a Simone la protagonista di Tulipano Nero: bionda, lunghi capelli, il volto coperto da una maschera allungata. Lo scettro di Sailor Chibiusa, invece, è identico a quello dell’Incantevole Creamy (1983) e lo stesso personaggio è davvero molto simile a Yoko dell’anime Diventeremo Famose (1990) , mentre il diadema e gli stivali di Sailor Moon sono ispirati a quelli di Wonder Woman pur essendo, per quanto riguarda l’outfit, la versione giapponese di Super Girl (1958) nella sua tutina attillata con tanto di una gonna a pieghe, cintura e stivali rossi con rifiniture oro.

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