Cobra diventa un mito, nonostante la critica.

Il film ricevette dure critiche, ma gli incassi al botteghino diedero ragione a Sylvester Stallone.

In meno di due ore conta 52 morti, di cui ben 41 uccisi per mano del protagonista. Accusato dalla critica di essere un film dalla violenza inaudita, definito da Laura e Morando Morandini “un caso di di cretinismo premeditato”, “Cobra”, pellicola del 1986 diretta da George Pan Cosmatos ha rischiato di essere stroncato dai giudizi severi degli addetti ai lavori. Nonostante ciò, il poliziotto Marion Cobretti (Sylvester Stallone) è riuscito a convincere il pubblico e soprattutto i numerosi fan dei mitici Rocky e Rambo, garantendogli incassi molto positivi, seppur non da record.

L’obiettivo di Stallone era sicuramente quello di lanciare un altro epico personaggio del cinema oltre a Rocky e Rambo. Probabilmente anche per questo motivo il suo “Cobra” ha un look e un’immagine ben precisi, sempre vestito di nero, con occhiali da sole, sguardo da duro, armi da fuoco sempre pronte all’uso: insomma, un’icona fatta e costruita “ad hoc”. In realtà, il tenente Cobretti, anche se ricordato sempre con piacere dai “seguaci” di Sly, non è riuscito a ripercorrere le ombre del pugile e del guerrigliero del grande schermo, e anche per questo motivo il lungometraggio del 1986 non ha avuto alcun seguito.

Cobra: gli attacchi della critica.
Cobra: gli attacchi della critica.