Altri programmi e l’amarezza finale

Durante la sua carriera, per cercare di non essere ricordato esclusivamente come Mago Zurlì (pur senza rinnegare mai il personaggio che lo ha reso celebre), Cino Tortorella scrive altre trasmissioni come “Chissà chi lo sa?”, “Scacco al Re”, “La luna nel pozzo 2″ e soprattutto realizza “Bravo bravissimo”, affidato alla conduzione del grande Mike Bongiorno.

Sempre molto legato al mondo dei giovanissimi, negli anni ha scritto anche libri per ragazzi, fino all’amarezza provata per l’esclusione decretata dalla Rai. L’azienda televisiva di Stato, infatti, decide di mandare in pensione il mitico Mago Zurlì, e la sua reazione è davvero piuttosto dura, con un’accusa specifica nei confronti della televisione attuale: “Alla Rai non importa più della tv dei ragazzi”. Difatti, Cino Tortorella ha sempre espresso il suo disappunto per la scelta, da parte del piccolo schermo del XXI secolo, di accantonare format e programmi dedicati al mondo degli adolescenti.

Ufficialmente, ha smesso i panni del Mago Zurlì all’inizio degli Anni ’70. Tuttavia ha sempre raccontato, con sua grande sorpresa, di essere rimasto nel cuore delle persone proprio per i momenti teneri e indimenticabili che aveva saputo regalare con quel personaggio.

La carriera di Cino Tortorella.
La carriera di Cino Tortorella.