Papà Gambalunga: rapporto tra cartone e romanzo.

Tratto dal romanzo di Jean Webster, il cartone ne rispetta l’ideologia socialista.

È il 1990 quando Nippon Animation, in collaborazione con Fuji Television, lancia la prima puntata di quella che sarebbe stata una fortunata serie animata: “Papà Gambalunga”. Il progetto è ispirato all’omonimo romanzo del 1912 scritto da Jean Webster, e vanta firme importanti, come quella di Shuichi Seki, già autore di cartoni di successo come “Peline Story” e “Lucy May”.

Le vicende di Judy Abbott hanno appassionato il pubblico italiano a partire dal 1991: gran parte dei disegni di personaggi sono strettamente legati alle immagini originali realizzate da Jean Webster, che accompagnano il suo libro. In particolare, le treccine della protagonista di “Papà Gambalunga”, sono state interamente ricavate dagli schizzi dell’autrice. Trattandosi di un cartone animato tratto da un testo letterario, è inevitabile che, nel corso degli anni, siano stati analizzati tratti in comune e differenze tra i due progetti: prima di approfondire quest’aspetto, cerchiamo di ripercorrere brevemente la storia dell’anime del 1990.

Papà Gambalunga: serie Anni '90 tratta da un romanzo.
Papà Gambalunga: serie Anni ’90 tratta da un romanzo.