Cose che in auto non si fanno più.

Dalla doppietta al deflettore: ecco quali sono le azioni che non si fanno più alla guida.

Gli anni passano, il mondo si evolve e le abitudini cambiano. Il progresso riguarda un po’ tutti i settori, come quello tecnologico che ha visto l’avvento dell’era digitale e degli smartphone, che hanno mandato in soffitta le storiche cabine telefoniche, i lettori di musicassette e i primi indimenticabili telefoni cellulari. Probabilmente solo la moda è il comparto che ciclicamente recupera look e stili del passato, rinnovandoli e adattandoli alle esigenze contemporanee, mentre in quest’ultimo periodo la grande industria cinematografica e il mondo della televisione stanno recuperando film e trasmissioni cult di qualche anno fa, presentando remake e sequel.

Anche il settore dell’auto si è inevitabilmente evoluto con vetture che, dal comparto meccanico a quello tecnologico, oggi si presentano per certi versi più semplici e agevoli da guidare rispetto al passato. E chi negli anni appena trascorsi ha guidato delle macchine, probabilmente spesso si ritroverà a pensare a tutte quelle azioni e abitudini che erano tipiche degli automobilisti delle generazioni precedenti, e che oggi sono scomparse del tutto.

In un ipotetico viaggio nel tempo, proviamo a ripercorrere le principali caratteristiche delle automobili di qualche anno fa, collegando ad esse quelle cose che, nella realtà contemporanea non si fanno più, e che invece in passato rappresentavano una consuetudine.

La mitica doppietta

No non stiamo parlando di calcio, né di record di marcature di calciatori, ma siamo puntualmente rimasti ancorati al settore automobilistico. Le vetture del passato non presentavano le trasmissioni sincronizzate e, di conseguenza, per scalare da una marcia superiore ad una inferiore, si doveva eseguire velocemente una procedura ben precisa. Si chiamava doppietta, e consisteva nell’esercitare una pressione sul pedale della frizione, accompagnata dall’innesto della folle, seguita da un pronto rilascio della frizione stessa, poi da un nuovo colpo d’acceleratore, quindi da una successiva pressione sulla frizione, prima di effettuare la scalata.

Una manovra che sicuramente è più difficile da spiegare che da effettuare, soprattutto per chi l’ha vissuta in prima persona. Grazie alla mitica doppietta, si verificava un’ammortizzazione della velocità di rotazione degli ingranaggi della marcia da inserire, e di quella del manicotto scorrevole montato sull’albero primario, sperando di evitare la più classica delle “grattate”.

Scalare le marce con la doppietta.
Scalare le marce con la doppietta.