Balto: una storia vera rovinata da troppo sentimentalismo.

Tratto da una storia vera, il film d’animazione risulta a tratti eccessivamente sdolcinato.

Nel periodo natalizio del 1995, nelle sale cinematografiche statunitensi sbarcò “Balto”, un nuovo film d’animazione realizzato dalla Amblimation e preceduto da grandi premesse, poiché era tratto da una storia vera davvero molto emozionante. Giunto in Italia nell’estate del 1996, il cartoon non riscosse il successo che ci si attendeva alla vigilia: la sua popolarità, infatti, è legata soprattutto alla diffusione sul mercato degli home-video che, negli anni seguenti, ha portato anche alla realizzazione di altri due capitoli, “Balto-Il mistero del lupo” e “Balto-Sulle ali dell’avventura”.

Come la stragrande maggioranza dei ragazzi degli Anni ’80-’90 saprà, il film d’animazione è tratto da una vicenda realmente accaduta, quella di Balto, un cane da slitta che divenne emozionante ed eroico protagonista di una staffetta organizzata a Nome, in Alaska, nel rigido inverno del 1925, affinché si potesse portare a destinazione un medicinale prezioso per salvare la vita a tanti bambini colpiti da un’epidemia di difterite.

Nonostante la storia di Balto sia già di per sé molto emozionante, il cartoon del 1995 non riuscì ad appassionare il pubblico del cinema: come mai? Prima di rifletterci su e di scoprirlo, ripercorriamo la trama del film d’animazione statunitense, così magari potremo cominciare a renderci conto di alcune pecche nella narrazione, risultate poi decisive nello scarso appeal della versione per il grande schermo della commovente storia del cane da slitta.

Balto: scarsi risultati al botteghino.
Balto: scarsi risultati al botteghino.