Cesare Ragazzi patteggia condanna per bancarotta fraudolenta.

Il celebre imprenditore, accusato di bancarotta fraudolenta, ha patteggiato 2 anni e 8 mesi di reclusione.

“Tutto può succedere a un calvo che si è messo in testa un’idea meravigliosa”. Recitava così uno degli spot più famosi di Cesare Ragazzi, diventato ricco e famoso grazie ad una capillare campagna pubblicitaria che, negli Anni ’80-’90, fece conoscere al pubblico il suo innovativo metodo per combattere e contrastare la calvizie. Il suo saluto pubblicitario “Salve, sono Cesare Ragazzi”, divenne un vero e proprio tormentone, e il nome dell’imprenditore bolognese fu associato immancabilmente a tutti coloro che avevano problemi di capelli.

In questi ultimi anni, colui che è passato alla storia come il “re dei capelli”, è finito al centro di una vicenda giudiziaria, inerente il fallimento dell’azienda nata e cresciuta proprio grazie al trattamento anti-calvizie pubblicizzato massicciamente per oltre un decennio. In seguito al crack della sua attività imprenditoriale nel 2009, Cesare Ragazzi si è ritrovato al centro di un’indagine della magistratura, e in questi giorni ha optato per il patteggiamento, subendo una condanna di 2 anni e 8 mesi di reclusione da parte del Tribunale di Bologna per il reato di bancarotta fraudolenta. Anche la figlia dell’imprenditore, Alessia, ha patteggiato, e insieme a loro un ulteriore imputato che, per un breve periodo di tempo ha ricoperto il ruolo di consigliere delegato. Assoluzione completa, invece, per i 6 membri del collegio sindacale.

Le accuse fanno riferimento all’arco di tempo che va dal 2002 al 2008, quando Cesare Ragazzi agì, all’interno dell’azienda, come presidente e amministratore unico e di fatto. Secondo la magistratura, quando fu dichiarato il fallimento, la società vantava dei crediti inesigibili di 1,7 milioni di euro. Gli inquirenti hanno parlato di “progressivo svuotamento del patrimonio societario” in favore di altre aziende, omettendo delle voci di bilancio previste dalla legge, oppure parlando di giroconti quando, in realtà, si trattava di vere e proprie operazioni finanziare tra le varie imprese di famiglia. Nel frattempo, un’ingente quantità di beni sarebbe stata dispersa e svenduta tramite diversi finanziamenti che non rientravano in un’oculata gestione di impresa, sempre a favore delle suddette società che, direttamente o indirettamente, rientravano nella famiglia Ragazzi. Di conseguenza, queste aziende si sarebbero tenute ben lontane dal tentativo di esercitare un’attività di recupero del denaro prestato, ben sapendo che l’impresa del noto “imperatore dei capelli” era ormai ridotta sul lastrico.

Ma chi è realmente Cesare Ragazzi e perché, a modo suo, è entrato nella storia?

Cesare Ragazzi in uno spot Anni '80.
Cesare Ragazzi in uno spot Anni ’80.