Belli e Dannati: alcune curiosità sul film del 1991.

Ecco alcune curiosità su Belli e Dannati: film ispirato liberamente all’Enrico IV di Shakespeare.

Una realtà scomoda, una serie di verità dalle quali non si può sfuggire: “Belli e Dannati” è un film del 1991 diretto da un giovane Gus Van Sant, che vanta come protagonisti River Phoenix e Keanu Reeves, quest’ultimo ad una delle sue prime importanti interpretazioni cinematografiche. Tratto liberamente dall’opera “Enrico IV” di Shakespeare, il lungometraggio ha conquistato pubblico e critica, permettendo anche a Phoenix di aggiudicarsi una Coppa Volpi per la categoria “Miglior Attore” e un Independent Spirit Award.

“Belli e Dannati” colpì fin da subito il pubblico per il grande impatto delle sue immagini e delle sue scene, che non disdegnavano di sfociare spesso nella violenza. Tuttavia alcune sequenze piuttosto cruente hanno lasciato il segno perché destinate a far riflettere lo spettatore sul loro significato intrinseco. Il coraggio del regista risiede nell’aver mostrato una serie di realtà difficili da accettare ma che, inevitabilmente, esistevano ed esistono tutt’oggi nella nostra società: la prostituzione e la droga, due piaghe che spesso vengono fatte passare sotto silenzio, ma che non mancano di causare vittime destinate a pagare le conseguenze delle loro scelte, nonostante a volte si tenti di uscire dal circolo vizioso nel quale si è entrati. C’è da sottolineare però, come Gus Van Sant avrebbe potuto fare decisamente di più con la sua opera: i grandi temi della pellicola, infatti, vengono affrontati soprattutto con il forte impatto delle immagini, piuttosto che con i contenuti che, in alcuni casi, vengono affrontati in maniera piuttosto superficiale.

La priorità data all’impatto visivo è palese nei fermo-immagine utilizzati per soffermarsi sulle scene di sesso: una scelta indubbiamente originale ed efficace che, però, alla lunga, è andata a penalizzare la scorrevolezza della narrazione e anche il suo crudo realismo. Per quanto riguarda i punti di contatti con l’opera di Shakespeare, li ritroviamo tutti nella storia di Scott che punta a tornare ad essere un “uomo per bene”, rinnegando il proprio scottante passato e, soprattutto, il tentativo di mettere da parte una volta per tutte le persone che ne avevano fatto parte, tra le quali c’è anche l’altro protagonista di “Belli e Dannati”, ovvero Mike.

Il film del 1991 non presenta alcun lieto fine, e questo è un aspetto che aumenta in maniera esponenziale la sua vena di realismo. Su tutti, si nota una sorta di struttura circolare della trama, metafora di un passato che, seppure scomodo, non può mai essere rinnegato né cancellato completamente dalla vita di una persona, e con il quale prima o poi bisogna sempre e inevitabilmente tornare a fare i conti.

Prima di passare a scoprire alcune curiosità su “Belli e Dannati”, ripercorriamone la trama, anche per comprendere meglio il senso della sceneggiatura dell’opera diretta da Gus Van Sant.

Belli e Dannati: una dura realtà in questo film del 1991.
Belli e Dannati: una dura realtà in questo film del 1991.