Amiga Mini: il progetto flop del 2012

Nel 2012, la società Commodore Usa provò a riproporre sul mercato l’amato Amiga con una versione Mini che, però, si rivelò un autentico fallimento. Infatti, a differenza di quanto dovrebbe accadere con Retro Games Ltd e Cloanto, il dispositivo tecnologico non aveva nulla in comune con gli storici computer Anni ’80, ma puntò soprattutto a sfruttare la leggenda del nome e del marchio per introdurre sul mercato un prodotto decisamente di nicchia ma, allo stesso tempo, poco funzionale.

L’Amiga Mini di Commodore Usa costava ben 1.900 dollari e venne etichettato come un tentativo di imitazione mal riuscito del Mac Mini. Realizzato in scocca di alluminio, il dispositivo conteneva una serie di caratteristiche decisamente di ultima generazione che avevano poco o nulla a che vedere con gli illustri predecessori. Nel tentativo di stimolare l’effetto nostalgia degli appassionati, venne introdotto un sistema operativo Linux che, però, risultò decisamente inadatto alle peculiarità dell’intero prototipo.

Amiga Mini del 2012, del resto, rispecchiò la scelta aziendale di Commodore Usa di ripresentare computer degli Anni ’80 come Commodore 64 e VIC 20 con modelli decisamente da collezione e molto costosi che cercavano di invogliare il pubblico all’acquisto, dietro il ricorso a nomi molto amati del passato. Ci si augura, a questo punto, che l’Amiga Mini che dovrebbe essere proposto dal connubio Cloanto-Retro Games Ltd sia decisamente più accessibile e, soprattutto, che rappresenti il giusto mix tra il mito degli Anni ’80 e gli ultimi ritrovati della tecnologia.

Amiga Mini: il flop di Commodore Usa.
Amiga Mini: il flop di Commodore Usa.