Un Minuto a Mezzanotte: horror-thriller Anni '80.

Come mai questo film viene considerato il precursore di Mamma ho perso l’Aereo?

Quello dei film natalizi è un genere decisamente florido, ricco di titoli che svariano dal divertimento all’ironia, passando per un sano romanticismo fino a qualche pellicola alternativa come “Babbo Bastardo”. Decisamente originale, invece, risulta un titolo risalente al 1989, “Un minuto a Mezzanotte”, che ha portato sul grande schermo una storia dai toni decisamente più dark rispetto alla tradizione cinematografica legata al Natale. Probabilmente, proprio perché il lungometraggio diretto da René Manzor ha rotto gli schemi delle “solite” produzioni natalizie, negli anni non è stato quasi mai riproposto in televisione, soprattutto in Italia, dove non è stato nemmeno distribuito il DVD.

Eppure, se si vuole assistere ad un film decisamente “diverso” sull’atmosfera e sullo spirito del Natale, “Un minuto a Mezzanotte” può davvero rappresentare una valida alternativa per ritrovarsi alle prese con un Santa Claus dalle tinte oscure, per una trama che svaria tra il genere horror e thriller. Per chi non l’avesse mai visto o non lo ricordasse, ripercorriamo brevemente la trama di questa pellicola realizzata nel lontano 1989. Il protagonista si chiama Thomas de Fremot, un bambino di 9 anni che non ha il padre, e che vive in un castello nei pressi di Parigi con la madre e il nonno (che chiama solitamente Papy).

Il giovane è dotato di una mente brillante, infatti nonostante sia solo un bimbo, è già in grado di riparare il motore di un’auto, o di installare nella propria residenza un impianto televisivo a circuito chiuso. Trattandosi pur sempre di un fanciullo, ha riadattato la sua ampia dimora in una sorta di campo di combattimento per i suoi giochi di guerra. Thomas crede fermamente nell’esistenza di Babbo Natale e, costantemente deriso dagli amici, in preda al dubbio decide di attivare, durante la notte di Natale, tutte le telecamere di sicurezza del castello per immortalare il leggendario uomo vestito di rosso mentre lascia i doni sotto l’albero.

Nel frattempo la madre del personaggio centrale di “Un minuto a Mezzanotte”, Julie, che lavora come direttrice di un grande magazzino di Parigi, è costretta a trattenersi in ufficio fino a tardi proprio nel corso della notte più “magica” dell’anno, e da poco ha licenziato uno dei tanti Santa Claus ingaggiati per le feste. Costui, però, è un assassino con problemi mentali che, per vendicarsi, si reca nella residenza della donna, calandosi dal camino con ancora indosso il suo costume. Quando Thomas lo vede, è convinto di trovarsi finalmente dinanzi all’amato Babbo Natale, ma la situazione cambia radicalmente quando il misterioso intruso uccide il suo cagnolino. Subito dopo il criminale tagli i fili del telefono, e così il bambino si ritrova isolato a fronteggiare quell’uomo malvagio, nei meandri della sua sterminata residenza, circondata solo dalla neve.

Nonostante si ritrovi fin da subito con una ferita alla gamba, il bambino per avere la meglio sul Babbo Natale omicida riesce a risvegliare il nonno dal coma diabetico, praticandogli un’iniezione di insulina. Ed è proprio quest’ultimo che, una volta rimessosi in sesto, riesce ad eliminare lo psicopatico sparandogli e salvando la vita al nipote. Quando finalmente i soccorsi riescono ad arrivare al castello, ormai il peggio è passato: il piccolo Thomas di “Un minuto a Mezzanotte” può riabbracciare la madre, alla quale racconta di essere stato in grado di liberarsi una volta per tutte del malvagio assassino, e di essere riuscito a proteggere il suo “Papy”.

Anche se per sommi capi, abbiamo constatato come questo film Anni ’80 abbia poco da spartire con l’enorme produzione cinematografica natalizia mondiale, eppure “Un minuto a Mezzanotte” è stato accostato da una parte della critica a quello che è realmente un cult del Natale, ovvero “Mamma ho perso l’Aereo”. Qual è il punto in comune tra due produzioni così differenti tra loro?

Un minuto a Mezzanotte: trama dell'horror Anni '80.
Un minuto a Mezzanotte: trama dell’horror Anni ’80.