La fine dei CD: chiusa ultima fabbrica.

L’azienda giapponese ha deciso di sospendere la produzione di CD musicali.

Quando vennero introdotti per la prima volta sul mercato nel corso degli Anni ’80, si parlò di una vera e propria rivoluzione in ambito musicale. In effetti, l’avvento dei Compact Disc avrebbe cambiato profondamente modalità di distribuzione e di utilizzo dei supporti musicali, andando a soppiantare gli amati vinili e le musicassette, conoscendo un vero e proprio “boom” negli Anni ’90 quando, al posto dei classici walkman, furono anche prodotti i lettori portatili di CD. Ed ora, in pieno XXI secolo, stiamo assistendo al tramonto dei cosiddetti “dischi compatti” che a breve andranno in pensione, scalzati dall’avvento della musica in formato digitale.

È notizia di questi giorni, infatti, che la divisione americana di Sony abbia deciso di chiudere per sempre lo stabilimento di Terre Haute, in Indiana, ultimo baluardo della produzione di CD musicali, nonché prima fabbrica che, nell’ormai lontano 1984, cominciò a produrre su larga scala i famosi supporti audio. Al momento, pare che la multinazionale nipponica abbia già licenziato ben 375 dipendenti, mentre altri 300 operai verranno destinati alla realizzazione di accessori per la PlayStation, cambiando dunque profondamente l’indirizzo produttivo dell’azienda. Infatti, la società nipponica si sarebbe resa conto dell’impossibilità, per i leggendari Compact Disc, di contrastare lo strapotere dello streaming musicale e dei servizi di download offerti da marchi come Amazon, Spotify e Apple, dunque per evitare perdite finanziare si sarebbe resa necessaria la chiusura della fabbrica americana.

Ricordiamo che proprio negli Anni ’80, Sony prese il posto della DuPont, generando un connubio commerciale con Philips per il lancio di quelli che allora vennero considerati dei rivoluzionari strumenti di supporto musicale come i CD. La produzione partì dalla Germania, infatti il 17 agosto del 1982 approdò sul mercato il primo album su “disco compatto”, ovvero “The Visitors” degli Abba. Tuttavia, un primo esperimento positivo era già stato fatto con la registrazione della “Sinfonia Alpina” firmata da Richard Strauss, nella versione diretta da Herbert Von Karajan. Purtroppo, però, dopo i fasti degli Anni ’90, gli ultimi dati relativi alle vendite hanno convinto Sony a sancire la fine dei CD musicali: stando alle ultime stime, solo negli Stati Uniti la commercializzazione di questi supporti audio è diminuita del 18%, surclassata dal mercato digitale che, in media, garantisce profitti che si aggirano intorno ai 40 milioni di dollari annuali. Inoltre, guardando alle cifre mondiali, mentre nel 2007 si vendevano ancora 200 miliardi di CD, nel 2010 le cifre si sono addirittura dimezzate, con un calo del 5% annuo che, secondo le previsioni, dovrebbe portare alla scomparsa definitiva dei Compact Disc entro il 2022.

Questa situazione, secondo Giordano Sangiorgi, ideatore del MEI (Meeting delle etichette indipendenti), alla luce di quanto sta accadendo sul mercato musicale era inevitabile. Vediamo, nel dettaglio, quali sono state le sue dichiarazioni.

CD: Sony chiude ultimo stabilimento.
CD: Sony chiude ultimo stabilimento.