Com'è cambiato l'ex stabilimento Malaguti.

Ecco cosa c’è oggi al posto del mitico stabilimento bolognese.

Quando si pensa a motorini e scooter che hanno caratterizzato gli Anni ’80-’90, non si può fare a meno di richiamare alla mente alcuni nomi storici come Runner 125 e Phantom, per non parlare del Fifty, il cosiddetto “tubone” che a partire dal 1974 sarebbe diventato uno dei motoveicoli più ambiti tra il pubblico italiano. Questi ormai leggendari mezzi di trasporto a due ruote erano tutti a marchio Malaguti, azienda italiana che, fondata negli Anni ’30, ha raggiunto l’apice del successo (e delle vendite) proprio negli ultimi decenni del XX secolo. Tuttavia, dopo il periodo d’oro, la società emiliana è andata incontro ad una fase di crisi finanziaria dalla quale non è riuscita a sollevarsi, arrivando alla chiusura nel 2011, quando Marco e Antonino Malaguti liquidarono fornitori e dipendenti e scrissero, di fatto, la parola “Fine” alla storia della celebre azienda di famiglia.

A dimostrazione della “italianità” della Malaguti, lo stabilimento centrale della società si è sempre trovato ed è stato attivo nel nostro Paese, esattamente a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna. Si trattava di una grande struttura di circa 27mila metri quadrati di colore giallo-blu, che in particolar modo nella fascia temporale Anni ’70-’90 ha prodotto motorini e scooter memorabili. Tutto ciò fino al declino definitivo della ditta, quando l’enorme stabilimento divenne una sorta di grande “fantasma” abbandonato a se stesso, simbolo di un’epoca di splendore e di successi che non sarebbe mai più tornata.

Subito dopo la cessazione di tutte le attività, con la conseguente dismissione della cosiddetta Motor Valley di Castel San Pietro Terme, i lavori andarono avanti per un ulteriore breve periodo, poiché la società dovette adempiere ad una serie di obbligazioni contratte con altre aziende soprattutto relative alla fornitura di pezzi di ricambio e per l’assistenza alla garanzia post-vendita degli ultimi scooter. In un secondo momento, invece, Malaguti provò ad ampliare il suo impegno nel settore dei ricambi, aprendo i suoi interventi anche ad altri marchi.

Nel 2017, invece, si è verificata una vicenda piuttosto particolare: un imprenditore pugliese di 23 anni ha provato a reintrodurre il famoso brand sul mercato, annunciando che avrebbe lavorato alla produzione di un nuovo Phantom F10 che avrebbe montato un motore Minarelli da 50cc. L’idea del giovane, però, è stata prontamente bloccata dalla famiglia Malaguti che, con un comunicato ufficiale, ha stroncato qualsiasi iniziativa affermando: “Malaguti siamo noi, non siamo affatto defunti”.

Ma vi siete mai chiesti cosa n’è stato, in tutti questi anni, dell’imponente stabilimento emiliano? Prima di scoprirlo insieme, vi anticipiamo che da qualche anno è “rinato”, ma sotto una veste completamente diversa.

Il leggendario Fifty Malaguti.
Il leggendario Fifty Malaguti.