Lamù: risolto il caso della sigla italiana?

Dietro il mistero della prima sigla italiana di Lamù ci sarebbe una questione legata ai diritti.

Lamù fa certamente parte dei grandi miti dei giovani Anni ’80, protagonista di un anime entrato nella leggenda, tratto dall’altrettanto popolare manga di Rumiko Takahashi. In questi anni, però, la serie animata ha fatto parlare di sé per un mistero ancora irrisolto, inerente l’autore e l’interprete della storica sigla italiana del cartone animato. In tutto questo tempo sono state effettuate ricerche, lanciate ipotesi più o meno fantasiose, ma non si è mai riusciti a fare realmente chiarezza su quello che, ancora oggi, è uno degli enigmi più affascinanti legati agli anime Anni ’80. Tuttavia, grazie ad una serie di indagini effettuate da un sito specializzato in cartoon storici, sarebbero emersi dei dettagli che potrebbero finalmente far luce su quest’intricata vicenda.

“Moz O’Clock”, infatti, ha approfondito la questione e, anche se nemmeno stavolta è emerso con certezza il nome del cantante (o della band) che ha intonato la sigla italiana di “Lamù, la ragazza dello spazio”, ha comunque posto l’accento su una serie di questioni legate a diritti e cause legali che, a questo punto, potrebbero essere state determinanti per la “sparizione” dell’identità dell’artista che ha cantato la colonna sonora. Dai risultati delle indagini portate avanti dal suddetto blog, pare che il mistero sia legato ad una serie di controversie insorte tra vari network sia italiani che stranieri, a partire dalle italianissime emittenti Telecapri e Fininvest (ora Mediaset). Prima di approfondire la questione, è bene sottolineare che, a discapito di quanto circolato negli ultimi anni, l’interprete della misteriosa sigla sarebbe ancora in vita e che il brano sarebbe regolarmente registrato alla SIAE.

Tornando al nodo-diritti, sono emersi due nomi piuttosto altisonanti, ovvero quelli di Haim Saban e Shuki Levy: se vi state chiedendo di chi si tratta, per farvi comprendere appieno la loro importanza, ricordiamo che stiamo parlando di grandi firme dell’intrattenimento statunitense (tra i loro lavori, ad esempio, ci sono i Power Rangers). Levy, a partire dagli Anni ’70, è stato autore di sigle di cartoni animati immortali, quali “M.A.S.K.” e “Masters of the Universe”. Inoltre, l’azienda Saban Entertainment si è specializzata nell’importare e riadattare diversi anime giapponesi, cambiandone anche le sigle per i telespettatori statunitensi. Al contempo, ha avviato anche una collaborazione con la DIC Entertainment che ha portato alla realizzazione di vari cartoni animati.

A tal proposito, “Moz O’ Clock” cita un altro epico cartoon, “Ulisse 31”, intorno al quale circola un enigma che lo lega indissolubilmente a Lamù, ovvero: chi ha cantato la sigla? Ad oggi è noto che la serie animata sia nata da una collaborazione franco-nipponica, mentre la colonna sonora statunitense è targata Shuki Levy e Haim Saban, con una base unica per il mercato francese, spagnolo, portoghese, britannico e anche italiano. Tuttavia, anche in questo caso non si sa chi abbia intonato la canzone, anche se viene menzionata una misteriosa band, i Superbanda.

Lamù: ultime indiscrezioni sul mistero della sigla italiana.
Lamù: ultime indiscrezioni sul mistero della sigla italiana.