Keiichiro Kimura: la leggenda dell’Uomo Tigre

Nato presso la Prefettura di Gunma il 5 aprile 1938, Keiichiro Kimura fin dalla tenera età mostra un certo interesse per lo sport. Data la sua stazza imponente e una personalità piuttosto dominante, tende ad incutere timore negli amici e negli insegnanti, con costoro che pensano erroneamente che sia un membro della yakuza. Ma il grande amore di Kimura è il disegno e così, dopo essersi diplomato, lavora duramente per migliorare il suo stile e riesce anche ad aggiudicarsi un importante concorso artistico organizzato dal quotidiano “Mainichi”. In un secondo momento si iscrive ad un istituto artistico per affinare ulteriormente la sua tecnica ma, purtroppo, va incontro ad una grande delusione, non riuscendo a superare gli esami.

Nonostante il fallimento scolastico, il giovane Keiichiro non rinuncia al suo sogno e, leggendo un annuncio su un quotidiano, apprende che la Toei Animation è alla ricerca di nuovi dipendenti che si occupino del settore animazione. A questo punto decide di contattare Daikichiro Kusube, un vecchio compagno di scuola che già da qualche tempo lavorava per il colosso giapponese, il quale accetta di inserirlo nell’azienda come disegnatore. Il suo amico risulterà fondamentale per la crescita di Kimura che lo considererà uno dei suoi grandi maestri, così come sarà anche per Yasuo Otsuka, il quale gli insegnerà le basi del lavoro come disegnatore.

Il debutto ufficiale di Keiichiro Kimura avviene nei panni di intercalatore di due progetti animati della Toei datati 1964, ovvero Sinbad” e Little Prince”. Dopo quest’esperienza si occupa di programmi per la televisione e, sempre nel 1964, fa parte del team che lavora alla realizzazione di Shonen Ninja Kaze no Fujinami”, sotto la supervisione del suo mentore Daikichiro Kusube, coadiuvato da Yōichi Kotabe. La società giapponese, resasi conto del talento del suo giovane impiegato, decide di nominarlo character design e direttore dell’animazione, che lo porterà a firmare dei primi titoli storici come Rainbow Sentai Robin”, Cyborg 009″ e soprattutto Mimì e la nazionale di pallavolo” di Chikako Urano. Ma la svolta arriva nel 1969, quando Keiichiro Kimura ottiene il suo primo, reale incarico da character designer unico de “L’Uomo Tigre”, un capolavoro dell’animazione che lo proietterà nella leggenda.

Il segreto del successo di quest’anime consiste in una serie di spunti personali che, per la prima volta nella storia degli anime, un autore inserisce nella trama. Ad esempio la potenza, la forza e a volte anche la crudeltà dei combattimenti di cui è protagonista Naoto Date sono tutti nati dalla genialità dell’animatore nipponico. Questi, infatti, chiede ai suoi collaboratori di arricchire gran parte della storia di situazioni altamente inverosimili, allo scopo di renderle ancor più emozionanti e coinvolgenti per il pubblico. Kimura non ha mai nascosto che, per quanto concerne la veste grafica de “L’Uomo Tigre”, si è ispirato a Bob Peck, celebre illustratore di Hollywood, e agli insegnamenti impartitigli da Yasuo Otsuka, il quale quando lavorava come intercalatore aveva contribuito ad affinarne la tecnica. Tuttavia, il merito del character design giapponese è stato quello di non “copiare” pedissequamente i suoi punti di riferimento, ma di rielaborarne peculiarità e caratteristiche, creando uno stile del tutto personale che ancora oggi resta una pietra miliare nella storia dell’animazione nipponica.

L'Uomo Tigre: il capolavoro di Kimura.
L’Uomo Tigre: il capolavoro di Kimura.