Louis Armstrong: un Re Luigi mancato

Tra i grandi nomi pensati dai fratelli Sherman per “Il libro della giungla”, oltre ai Beatles c’è stato anche l’immenso Louis Armstrong come voce del Re Luigi. Infatti il nome del personaggio nella versione originale è King Louie proprio in onore del grande trombettista statunitense. Tuttavia, alla fine si decise di fare un passo indietro, temendo che potessero arrivare delle accuse di razzismo, giacché un artista di colore che avrebbe doppiato una scimmia avrebbe potuto offendere gli afro-americani.

Re Luigi e Louis Armstrong.
Re Luigi e Louis Armstrong.

L’entusiasmo della critica cinematografica

Oltre al pubblico, anche la critica americana ha acclamato “Il libro della giungla”. Ad esempio negli Anni ’60, dopo l’uscita della pellicola, il Time Magazine la salutò come il miglior modo per ricordare e omaggiare il compianto Walt Disney. Invece Life Magazine lo definì come il miglior lungometraggio realizzato fin dai tempi di “Dumbo”.

Attualmente, sul sito Rotten Tomatoes, il 19° Classico Disney viene valutato con una qualità dell’86%, una percentuale decisamente positiva. Nel 1990, invece, Entertainment Weekly ha scritto che anche se non è alla stregua di capolavori come “Pinocchio” o “Cenerentola”, tuttavia il cartoon rappresenta uno dei “film più brillanti e divertenti mai realizzati dallo studio”. Arrivando ad una valutazione più recente, nel 2010 Empire ha affermato senza mezzi che “Il libro della giungla” è basato su una “animazione stupefacente” ed una colonna sonora memorabile. Proprio queste qualità aiutano il lungometraggio a compensare alcune lacune narrative.

Il libro della giungla osannato dalla critica.
Il libro della giungla osannato dalla critica.